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Le Guide de L’Espresso, “I Vini d’Italia 2006”

Posted by on Apr 24, 2013 in Dicono di noi

Le Guide de L’Espresso, “I Vini d’Italia 2006”

I sostenitori del carattere austero del montepuciano “di montagna” si contendono già da tempo le selezioni di Enzo Pasquale, piccoli gioielli di autenticità longevi e vitali come poche volte capita di bere. Con il 2001 siamo forse di fronte alla migliore versione di sempre, che alla consueta espressione anche aspra del territorio, ma autentica e senza compromessi, affianca una succosità ed un finale impressionanti. Da non perdere anche il Cerasuolo, molto saporito, decisamente più tannico e lungo di un semplice rosato. Montepulciano D’Abruzzo Riserva 2001 – 18/20: bel carattere speziato, ricco e succoso in bocca, ha un bonus di naturalezza e un finale lunghissimo. Da Le Guide de L’Espresso, Vini d’Italia...

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AbruzzoèAppennino : “Praesidium: da una grotta di Prezza il segreto di un grande vino”

Posted by on Mar 28, 2013 in Dicono di noi

La natura si veste d’autunno e, tornante dopo tornante, mi inerpico su per Prezza. Il paese si svela, suggestivo, poco alla volta, con le sue antiche case abbarbicate sul limite ovest della Conca Peligna, una terra ad alta vocazione vitivinicola, tanto che fin dall’antichità viene ricordata da molti scrittori per i suoi pregevoli vini. Nel cuore del paese sorge Praesidium, l’azienda vitivinicola di Enzo Pasquale, ricavata in parte da una grotta naturale dove sono conservate botti in legno di rovere per l’invecchiamento del Montepulciano d’Abruzzo. Vengo accolta da padre e figlio e avverto subito un clima di grande cordialità che nasce dal piacere di parlare di un lavoro che non viene vissuto come tale, perché frutto di una grande passione. Una passione che Enzo Pasquale ha trasmesso a tutta la famiglia, alla moglie Lucia che collabora, tra l’altro, imprimendo pazientemente su ogni bottiglia la ceralacca rossa, ormai divenuta un inconfondibile segno distintivo, alla figlia Antonia, studentessa di ingegneria, e al figlio Ottaviano, sommelier, che, con la sua specializzazione in Marketing e Comunicazione, ha tutte le intenzioni di portare avanti l’azienda di famiglia… Leggi l’articolo intero su...

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Lettera aperta al Gambero Rosso

Posted by on Mar 27, 2013 in Storie di vino

Premessa Nel numero di Gennaio 2013 del Gambero Rosso sono stati pubblicati due articoli ostili nei confronti del vino naturale, uno a firma di Eleonora Guerini ed uno di Michel Bettane e Thierry Desseauve. Il Consorzio ViniVeri – insieme all’Associazione Renaissance Italia, Associazione Vinnatur e all’associazione Vi.Te., congiuntamente ad altri numerosi produttori – ha ritenuto indispensabile dar voce a chi quotidianamente, con assoluta dignità, opera senza stanchezza per generare vini senza l’uso di chimica di sintesi in vigna e senza aggiunte e stabilizzazioni forzate nei processi di cantina. Con il contributo di tutte e quattro le citate associazioni si e così redatta la risposta, poi trasmessa il 1 febbraio 2013 alla redazione del Gambero Rosso chiedendone la pubblicazione. Dopo vari tentennamenti, a quindici giorni dal ricevimento, dalla redazione del Gambero Rosso si è affermato che “ … la Direzione ha deciso di NON pubblicare la lettera …”. Di fronte all’evidenza dei fatti ed al fine di essere posti nelle condizioni di poter esercitare un sacrosanto diritto di replica, insieme ai responsabili delle altre associazioni firmatarie, abbiamo deciso senza esitazione di trasformare la medesima lettera inizialmente indirizzata solo al Gambero Rosso, in Lettera aperta al Gambero Rosso con l’impegno di pubblicarla sui rispettivi siti web e di diffonderla, ciascuno attraverso le proprie possibilità, con ogni altra forma mediatica. Oggi durante la conferenza stampa di presentazione di “ViniVeri 2013” ne abbiamo data opportuna divulgazione, ora potere leggerla anche dal nostro sito. Serena lettura! Lettera Aperta al Gambero Rosso 1 febbraio 2013 Gentili signori, vi scriviamo a nome delle diverse centinaia di aziende che producono vino naturale in Italia, sia affiliate ad Associazioni e Consorzi che indipendenti. Siamo rimasti molto perplessi leggendo l’editoriale di Eleonora Guerini (“Il tormentone naturale”) e le considerazioni di Bettane e Desseauve (“Te lo do io il vino… naturale”) sul numero di gennaio della vostra rivista. Detto molto francamente, abbiamo la decisa sensazione che non siate molto al corrente di quanto sta succedendo, ormai da anni, nel mondo del vino. Accusare i produttori di vino “naturale”, tout court, di produrre solo bottiglie difettose, ossidate, puzzolenti è un controsenso. Perfino la vostra rivista giudica regolarmente, e spesso premia, vini prodotti da cantine che orbitano a pieno titolo nell’ambito del vino naturale. La parte tecnica della polemica è davvero indifendibile: quali sarebbero i metodi “nuovi, ‘naturali’ e innovativi” utilizzati per stabilizzare i vini naturali? La lunga permanenza in botte sulle fecce (una pratica usata da secoli, dall’Etna alla Loira)? Nello scritto di Bettane e Desseauve si dice addirittura che con la vinificazione naturale “tutti i vitigni e i territori finiscono per somigliarsi perché i cattivi lieviti indigeni con i quali sono realizzati, così avidi di cannibalizzare quelli buoni se il vinificatore li lascia fare, sono gli stessi in tutto il pianeta”! La tesi implicita in questa singolare affermazione sarebbe che una “selezione” di lieviti, ovvero una piccola parte dell’intera popolazione dei lieviti stessi, generi una “varietà” di effetti maggiore. Perdonateci l’ironia, ma sarebbe come dire che bisogna eliminare tutti i tasti neri del pianoforte (quelli “alterati”) se si vogliono comporre opere più complesse… E non parliamo neanche della vigna, dove – lo scrivete voi stessi – il fatto di limitare al massimo o di escludere del tutto diserbanti, pesticidi, fertilizzanti è un semplice atto di buonsenso. Siamo i primi a sapere che non può esistere un vino completamente, esclusivamente “naturale”, che il vino è un prodotto culturale, frutto dell’interazione tra l’uomo e la natura. Probabilmente il termine “artigianale” si adatta meglio alle nostre idee: il vino deve essere il frutto delle scelte di chi lavora il vigneto e ne trasforma...

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Intervista per I am Wine

Posted by on Mar 27, 2013 in Storie di vino

La nota rivista on-line I am Wine ci ha fatto visita. Riportiamo qui l’intervista tratta dal canale Youtube di I am Wine. E’ possibile leggere l’intero articolo su I am Wine

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Pere al mostocotto e vino DOC rubino “Praesidium”

Posted by on Dic 20, 2012 in Ricette con il mostocotto, Ricette ed abbinamenti

Scegliere delle pere molto dure tipo Kaiser. Lavarle bene e con delicatezza perché il picciolo non si stacchi. Sistemarle in una teglia da forno dal bordo alto almeno 5 cm. Irrorare le pere con vino rosso “Praesidium”e spolverizzarle di zucchero. La cannella è facoltativa. Infornare alla temperatura di 180° gradi. Durante la cottura, rigirare i frutti delicatamente. A metà cottura irrorare i frutti con abbondante mostocotto “Praesidium”. Togliere dal forno le pere ancora lisce, integre, non discotte (per verificare la cottura utilizzare una forchetta da infilare delicatamente nel frutto). Il frutto va servito con 4 – 5 cucchiai di succo di...

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Baccalà al mostocotto

Posted by on Dic 20, 2012 in Ricette con il mostocotto, Ricette ed abbinamenti

Tagliate a grossi pezzi 700 grammi di baccalà. Dissalatelo bene (tenendolo a bagno per almeno 3 giorni, avendo cura di cambiare l’acqua più volte al giorno). Oliate abbondantemente una teglia e adagiatevi i pezzi di pesce. Spolverizzateli con una manciata di mollica insaporita con pepe, prezzemolo e olio d’oliva. Olive, capperi e pomodori spellati sono facoltativi. Bagnate il tutto con un bicchiere di mostocotto “Praesidium” Spezzettate qualche foglia di alloro e di salvia, aggiungete 3 o 4 spicchi di aglio rosso in camicia (facoltativo). Infornate alla temperatura di 180° gradi. A metà cottura irrorate con circa mezzo bicchiere di aceto di vino. Il tempo di cottura è di circa 35 – 40 minuti, molto meno se si usa baccalà...

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